Il referendum consultivo per uscire dall'euro si può fare. Per poterlo indire è necessario approvare una legge costituzionale "ad hoc" come già avvenuto nel 1989 quando si richiese agli italiani se volevano dare o meno facoltà costituente all'Unione Europea.
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16 dicembre 2014
22 maggio 2014
[Europee 2014] Tu la conosci l'Europa? Il trattato di Maastricht
Tag:
Europa,
Trattato di Maastricht,
Video
Il trattato sull'Unione europea (TUE) avvia l'integrazione politica su tre pilastri: le Comunità europee, la Politica estera e di sicurezza comune (PESC), nonché la cooperazione di polizia e la cooperazione giudiziaria in materia penale (JAI).
Il trattato istituisce una cittadinanza europea, rafforza i poteri del Parlamento europeo e vara l'unione economica e monetaria (UEM). Inoltre, la CEE diventa Comunità europea (CE).
21 maggio 2014
[Europee 2014] Tu la conosci l'Europa? 2) Le istituzioni - Le Banche
Tag:
Banca Centrale Europea,
Banca Europea per gli Investimenti,
Europa,
Fondo Europeo per gli Investimenti,
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La Banca Centrale Europea (BCE, con sede a Francoforte, in Germania) gestisce l'euro, la moneta unica dell'UE, e garantisce la stabilità dei prezzi nell'UE.
La BCE contribuisce anche a definire e attuare la politica economica e monetaria dell'UE.
20 maggio 2014
[Europee 2014] Tu la conosci l'Europa? 2) Le istituzioni - Le Corti
Corte di Giustizia Europea
Interpreta il diritto dell'UE perché esso venga applicato allo stesso modo in tutti i paesi dell'UE. Si occupa inoltre di giudicare le controversie tra i governi dei paesi membri e le istituzioni dell'UE. Anche i privati cittadini, le imprese o le organizzazioni possono portare un caso all'attenzione della Corte se ritengono che un'istituzione dell'UE abbia leso i loro diritti.
19 maggio 2014
[Europee 2014] Tu la conosci l'Europa? 2) Le istituzioni - La Commissione Europea
Tag:
Commissione Europea,
Europa
La Commissione Europea è una delle principali istituzioni dell'Unione europea e rappresenta e tutela gli interessi dell'UE nel suo insieme, prepara le proposte per nuove normative europee, gestisce il lavoro quotidiano per l'attuazione delle politiche UE e l'assegnazione dei fondi.
17 maggio 2014
[Europee 2014] Tu la conosci l'Europa? 2) Le istituzioni - Consiglio dell'Unione Europea (Consiglio dei Ministri UE)
Il Consiglio dell'Unione europea, detto anche Consiglio UE, è l'istituzione in seno alla quale i ministri di tutti i paesi dell'UE si riuniscono per adottare le normative e coordinare le politiche.
15 maggio 2014
13 maggio 2014
[Europee 2014] Tu la conosci l'Europa? 2) Le istituzioni - Parlamento Europeo
Tag:
Europa,
Parlamento Europeo
Eletti direttamente a suffragio universale ogni 5 anni, i membri del Parlamento europeo rappresentano i cittadini dell'UE.
10 maggio 2014
[Europee 2014] Tu la conosci l'Europa? 2) Le istituzioni
Tag:
Commissione Europea,
Consiglio di Ministri dell'UE,
Consiglio Europeo,
Corte di Giustizia,
Europa,
Movimento 5 Stelle,
Parlamento Europeo,
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Le Istituzioni Europee più importanti sono:
- Parlamento Europeo
- Consiglio Europeo
- Consiglio dell'Unione Europea (Consiglio dei Ministri dell'UE)
- Commissione Europea
- Corte di Giustizia
9 maggio 2014
Un impegno congiunto per la burrata di Andria
Tag:
Agricoltura,
Ambiente,
Economia,
Elezioni Europee 2014,
Europa,
Giuseppe D'Ambrosio,
Ministero delle politiche agricole,
Sviluppo
Con determinazione dirigenziale del
Servizio Alimentazione della Regione Puglia, n.65 del 18 aprile 2014, avente
per oggetto la registrazione del prodotto IGP “Burrata di Andria” ai sensi del
regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21
novembre 2012 sui regimi di qualità dei prodotti aggricoli e alimentari, la
Regione Puglia ha espresso parere positivo all’istanza proposta e ha incaricato
l’Ufficio Associazionismo, Alimentazione Tutela qualità di trasmettere il
provvedimento al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
8 maggio 2014
6 maggio 2014
[Europee 2014] 7 Punti per l'Europa: 7) Abolizione del Pareggio di Bilancio
Tag:
7 punti per l'Europa,
Costituzione,
Elezioni Europee 2014,
Euro,
Europa,
Fiscal compact,
Movimento 5 Stelle
Il 2 Marzo del 2012 gli Stati membri dell’UE hanno approvato il “Patto di bilancio europeo” nel quale è fissato, tra altri parametri di finanza pubblica, anche il vincolo del pareggio di bilancio. Nell'Aprile 2012 il Parlamento italiano ha introdotto il pareggio di bilancio in Costituzione. La norma è stata approvata da PD, PDL, UDC e Lega Nord al secondo giro di votazioni, evitando quindi il ricorso al referendum costituzionale.
3 maggio 2014
[Europee 2014] 7 Punti per l'Europa: 6) Finanziamenti per attività agricole e di allevamento finalizzate ai consumi nazionali interni
Tag:
7 punti per l'Europa,
Agricoltura,
Allevamento,
Debito pubblico,
Elezioni Europee 2014,
Euro,
Europa,
Km 0,
Movimento 5 Stelle
I prodotti per l'alimentazione nazionale consumati nel nostro territorio dovranno essere avvantaggiati fiscalmente rispetto agli stessi prodotti provenienti da Paesi della UE. Se produco un chilo di riso in Lomellina o dieci arance in Sicilia, quel riso e quelle arance dovranno poter essere consumati in Italia al posto di riso proveniente dalla Romania o arance del Portogallo. Se venisse applicato il vero costo del trasporto e della distruzione ambientale per i prodotti agricoli dall'estero verrebbe favorita sempre la produzione interna.
1 maggio 2014
[Europee 2014] 7 Punti per l'Europa: 5) Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio
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7 punti per l'Europa,
Debito pubblico,
Elezioni Europee 2014,
Euro,
Europa,
Maastricht,
Movimento 5 Stelle,
Vincolo 3%
Il 3% indica il limite che è stato imposto nei trattati di Maastricht nel 1992. Vincola l'Unione Monetaria Europea a rispettare tale soglia per non permettere l'accrescimento del debito oltre un certo livello.
29 aprile 2014
[Europee 2014] 7 Punti per l'Europa: 4) Alleanza tra i paesi mediterranei per una politica comune
Lo scopo dell'Unione Europea è unire i popoli occidentali in un’alleanza politico culturale ed economica, per il progresso la pace e la giustizia sociale, tutte belle intenzioni. In realtà ciò che è stato creato è un mostro finanziario regolato da banchieri privi di scrupoli, il cui unico interesse è quello di consolidare e rafforzare il potere finanziario su quello politico, realizzando di fatto un Europa di serie A ed una di serie B.
26 aprile 2014
[Europee 2014] 7 Punti per l'Europa: 3) Adozione degli Eurobond

Il termine “Eurobond” è utilizzato per indicare l’ipotetica emissione congiunta di titoli di Stato garantiti da tutti i paesi dell’Eurozona. Il titolo pubblico in tal caso non sarebbe più nazionale, ma comunitario e il suo valore corrisponderebbe alla media dei valori delle economie della UE. In sostanza si metterebbe in comune il debito oltre alla moneta. Si darebbe così vita a un nuovo grande mercato di obbligazioni, più ampio e liquido rispetto a quelli nazionali. L’Eurobond consentirebbe di trasformare il rischio individuale dei singoli paesi in frazioni di rischio collettivo, e l’istituzione di un mercato di dimensioni tanto imponenti dovrebbe mettere al riparo da possibili attacchi speculativi.
24 aprile 2014
[Europee 2014] 7 Punti per l'Europa: 2) Abolizione del Fiscal Compact

Il 19 Luglio 2012, con il Governo Monti, venne approvato il “Fiscal Compact”, un trattato con il quale il nostro Paese si è impegnato ad assestare il rapporto debito/PIL al 60%, in linea con gli accordi di Maastricht del 1992.
22 aprile 2014
[Europee 2014] 7 Punti per l'Europa: 1) Referendum per la permanenza nell'Euro
L'Italia ha perso la sua sovranità monetaria con l'adozione dell'Euro come moneta unica senza che i cittadini fossero interpellati. Nessuno ci ha spiegato i pro e i contro, i rischi e le opportunità e un eventuale piano B di uscita in caso di fallimento. Hanno espropriato gli italiani della loro moneta trattandoli da sudditi. Per questo motivo è necessario dare loro la parola con un referendum consultivo che, è fattibile e legittimo. Ecco dunque che, nel solco già tracciato, potrebbe tranquillamente essere indetto, con legge costituzionale.
1 luglio 2010
Il Consiglio d’Europa boccia la legge bavaglio: “Favorisce mafia e corruzione”
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Terza bocciatura internazionazionale al ddl intercettazioni.Dopo gli Usa e l’Ocse, oggi è il Greco a dire "in Italia i politici, per ragioni personali, approvano leggi che favoriscono corruzione e mafie"
Mentre in Italia, a stretto giro di ruota dalla condanna per fatti di mafia di Marcello Dell’Utri, le polemiche sulla legge bavaglio riprendono furiosamente quota, dall’estero arriva la terza bocciatura al disegno di legge sulle intercettazioni .
Dopo quella del Dipartimento di giustizia americano, e quella dell’Ocse, è il Greco (Gruppo di Stati contro la corruzione) a prendere posizione. “Questa legge potrà creare gravi difficoltà alla lotta alla criminalità organizzata”, dice in un’intervista esclusiva a ilfattoquotidiano.it, Drago Kos, ex dirigente della polizia slovena, detto lo zar della guerra alle tangenti, dal 2002 Presidente di questo importante organo interno al Consiglio d’Europa, che ha il compito di sorvegliare le politiche nella lotta alla corruzione e identificare le lacune nelle norme, indicando i provvedimenti da prendere.
Il Greco comprende 46 paesi membri (45 Stati europei e gli Stati Uniti d’America). L’Italia ha aderito il 30 giugno 2007. E’ la seconda volta che il Greco esprime preoccupazione per una legge approvata in questa legislatura. L’allarme era già scattato per la prima versione del Lodo Alfano. Quella voluta da Silvio Berlusconi e riguardante la sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato. Allora l’organizzazione internazionale aveva espresso il timore che la norma mettesse i bastoni tra le ruote alla lotta alla corruzione e violasse un principio elementare: quello di uguaglianza. Un timore fondato, tanto che il 7 ottobre 2009 la Corte Costituzionale lo ha bocciato.
Signor Kos, qual è la situazione europea della lotta alla corruzione?
La lotta alla corruzione in Europa va a due velocità: da un parte le nuove democrazie che necessitano di norme specifiche e di un controllo sulla realizzazione delle pratiche anti corruzione, dall’altra parte le vecchie democrazie che si trovano a un livello migliore, tranne Spagna, Italia e Grecia. Negli ultimi anni la situazione della corruzione in Europa si è aggravata invece di migliorare. Molti Stati combattevano la corruzione solo per soddisfare le richieste europee e non per produrre un cambiamento interno anche di tipo sociale, inoltre la crisi è un terreno ideale per l’aumento della corruzione perché aumenta il livello di pressione sull’economia
E l’Italia a che punto è nella lotta alla corruzione?
La situazione da voi è molto particolare, primo perché il livello di corruzione e criminalità è molto alto, secondo perché la classe politica non vuole riconoscere la gravità del problema e terzo perché sempre la classe politica invece di incrementare la lotta alla corruzione, per ragioni personali, approva norme che la ostacolano.
Come il Lodo Alfano che voi avevate bocciato nella vostra ultima relazione?
La Corte ha fatto bene a dichiararlo incostituzionale e questa è semplicemente la prova che il tra i poteri dello Stato il ramo giudiziario è sano
E ora a che cosa si riferisce?
L’Italia oggi deve affrontare un’altra minaccia: la legge che ostacola le intercettazioni e le limita a una durata di 75 giorni e punisce i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. Non si può seriamente combattere la corruzione né il crimine organizzato se il provvedimento che autorizza le intercettazioni può durare solo 75 giorni. In secondo luogo, la minaccia ai media di una sanzione in caso di pubblicazione delle intercettazioni non può essere una soluzione. Io non sono d’accordo con la pubblicazione dei verbali. Questa, però, è una responsabilità dei magistrati che devono evitare fughe di notizie. E’ chiaro. Qualsiasi giornalista al mondo, se riuscisse ad averle, scriverebbe le intercettazioni che si pubblicano da voi.
Nel nostro paese corruzione e mafia sono spesso sinonimi…
Proprio per questo la nuova legge potrà creare gravi difficoltà nella lotta alle mafie. Ufficialmente non è applicabile alle indagini sulla criminalità organizzata, ma non si può mai sapere quando si iniziano delle indagini se queste porteranno a casi che riguardano i clan.
Quindi condivide la posizione del Consiglio Superiore della Magistratura e dell’Associazione Nazionale Magistrati?
Questo è quello che ci suggerisce la nostra esperienza: quando iniziano le investigazioni non si sa mai dove porteranno. Con il nuovo ddl si parte, invece, dal presupposto che potrai lavorare solo 75 giorni. E in 75 giorni spesso non è possibile nemmeno formulare una ipotesi d’imputazione. Mi spiace dirlo, ma saranno tempi duri per il sistema giudiziario italiano.
Ritiene che la legge sulle intercettazioni sia in contrasto con i principi del Greco? Ritiene che sia in contrasto con principi costituzionali?
La legge è certamente in contrasto con i principi di Greco. Non posso esprimere giudizi specifici sulla costituzionalità di una legge nel vostro ordinamento, ma si deve tenere conto di questo: ci sono principi fondamentali da bilanciare che sono diritti umani e quindi validi per tutti. Da un lato il diritto alla privacy, dall’altro lato il diritto fondamentale dei cittadini italiani a vivere in una realtà sicura e informati. Questi principi vanno bilanciati. Non si può proteggere un diritto fondamentale in modo tale da violare un altro diritto fondamentale a volte anche più importante, come la libertà di cronaca e di espressione. Sono certo che se la legge dovesse passare qualcuno in Italia solleverà questione di costituzionalità e i vostri giudici costituzionali avranno un compito molto duro da affrontare.
Il Greco comprende 46 paesi membri (45 Stati europei e gli Stati Uniti d’America). L’Italia ha aderito il 30 giugno 2007. E’ la seconda volta che il Greco esprime preoccupazione per una legge approvata in questa legislatura. L’allarme era già scattato per la prima versione del Lodo Alfano. Quella voluta da Silvio Berlusconi e riguardante la sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato. Allora l’organizzazione internazionale aveva espresso il timore che la norma mettesse i bastoni tra le ruote alla lotta alla corruzione e violasse un principio elementare: quello di uguaglianza. Un timore fondato, tanto che il 7 ottobre 2009 la Corte Costituzionale lo ha bocciato.
Signor Kos, qual è la situazione europea della lotta alla corruzione?
La lotta alla corruzione in Europa va a due velocità: da un parte le nuove democrazie che necessitano di norme specifiche e di un controllo sulla realizzazione delle pratiche anti corruzione, dall’altra parte le vecchie democrazie che si trovano a un livello migliore, tranne Spagna, Italia e Grecia. Negli ultimi anni la situazione della corruzione in Europa si è aggravata invece di migliorare. Molti Stati combattevano la corruzione solo per soddisfare le richieste europee e non per produrre un cambiamento interno anche di tipo sociale, inoltre la crisi è un terreno ideale per l’aumento della corruzione perché aumenta il livello di pressione sull’economia
E l’Italia a che punto è nella lotta alla corruzione?
La situazione da voi è molto particolare, primo perché il livello di corruzione e criminalità è molto alto, secondo perché la classe politica non vuole riconoscere la gravità del problema e terzo perché sempre la classe politica invece di incrementare la lotta alla corruzione, per ragioni personali, approva norme che la ostacolano.
Come il Lodo Alfano che voi avevate bocciato nella vostra ultima relazione?
La Corte ha fatto bene a dichiararlo incostituzionale e questa è semplicemente la prova che il tra i poteri dello Stato il ramo giudiziario è sano
E ora a che cosa si riferisce?
L’Italia oggi deve affrontare un’altra minaccia: la legge che ostacola le intercettazioni e le limita a una durata di 75 giorni e punisce i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. Non si può seriamente combattere la corruzione né il crimine organizzato se il provvedimento che autorizza le intercettazioni può durare solo 75 giorni. In secondo luogo, la minaccia ai media di una sanzione in caso di pubblicazione delle intercettazioni non può essere una soluzione. Io non sono d’accordo con la pubblicazione dei verbali. Questa, però, è una responsabilità dei magistrati che devono evitare fughe di notizie. E’ chiaro. Qualsiasi giornalista al mondo, se riuscisse ad averle, scriverebbe le intercettazioni che si pubblicano da voi.
Nel nostro paese corruzione e mafia sono spesso sinonimi…
Proprio per questo la nuova legge potrà creare gravi difficoltà nella lotta alle mafie. Ufficialmente non è applicabile alle indagini sulla criminalità organizzata, ma non si può mai sapere quando si iniziano delle indagini se queste porteranno a casi che riguardano i clan.
Quindi condivide la posizione del Consiglio Superiore della Magistratura e dell’Associazione Nazionale Magistrati?
Questo è quello che ci suggerisce la nostra esperienza: quando iniziano le investigazioni non si sa mai dove porteranno. Con il nuovo ddl si parte, invece, dal presupposto che potrai lavorare solo 75 giorni. E in 75 giorni spesso non è possibile nemmeno formulare una ipotesi d’imputazione. Mi spiace dirlo, ma saranno tempi duri per il sistema giudiziario italiano.
Ritiene che la legge sulle intercettazioni sia in contrasto con i principi del Greco? Ritiene che sia in contrasto con principi costituzionali?
La legge è certamente in contrasto con i principi di Greco. Non posso esprimere giudizi specifici sulla costituzionalità di una legge nel vostro ordinamento, ma si deve tenere conto di questo: ci sono principi fondamentali da bilanciare che sono diritti umani e quindi validi per tutti. Da un lato il diritto alla privacy, dall’altro lato il diritto fondamentale dei cittadini italiani a vivere in una realtà sicura e informati. Questi principi vanno bilanciati. Non si può proteggere un diritto fondamentale in modo tale da violare un altro diritto fondamentale a volte anche più importante, come la libertà di cronaca e di espressione. Sono certo che se la legge dovesse passare qualcuno in Italia solleverà questione di costituzionalità e i vostri giudici costituzionali avranno un compito molto duro da affrontare.
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