“Senza finanziamenti pubblici si lavora meglio. Magari chi sta in amministrazione non è della stessa opinione, ma sapere che si possa contare solo sulle proprie forze e sull'apprezzamento dei lettori, migliora l’indipendenza e il lavoro dei giornalisti”. Ne è convinto il condirettore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ascoltato oggi in audizione informale alla Commissione Cultura alla Camera, come primo di una serie di esperti che verranno convocati nell'ambito della proposta di legge recante l’abolizione del finanziamento pubblico all'editoria.
Visualizzazione post con etichetta Informazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Informazione. Mostra tutti i post
10 dicembre 2014
20 agosto 2014
Un vero giornalista
Tag:
Ilva,
Informazione,
Luigi Abbate,
Michele Pelillo,
Movimento 5 Stelle,
Nichi Vendola,
Politica,
Taranto
Luigi
Abbate, proprio lui, la “faccia da
provocatore” (citazione di Nichi Vendola) che aveva
osato chiedere a Girolamo Archinà, il responsabile delle relazioni esterne
dell’Ilva con cui il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola sogghignava ricordando il video in cui proprio il giornalista tarantino
chiedeva conto delle vittime causate dall'inquinamento dell’acciaieria della
famiglia Riva, è stato messo alla porta dall’emittente televisiva Blustar TV.
7 febbraio 2013
Otto anni di passione
Tag:
BeppeGrillo.it,
Blog,
Informazione,
Politica,
Rete,
Satira,
treno,
Web
31 gennaio 2013
I 51 punti in pillole - #1
Tag:
51 punti Movimento 5 Stelle,
Agenda Grillo,
Ambiente,
Economia,
Elezioni Politiche 2013,
Informazione,
Istruzione,
Politica,
Programma,
Stato e cittadini
I 51 punti del programma presentato alle elezioni politiche 2013 dal Movimento 5 Stelle hanno il fine di rendere più semplice e veloce la comprensione di tematiche difficili. Non abbiamo la bacchetta magica, sia chiaro, ma siamo sicuri di avere delle buone idee da condividere. Ecco qualche esempio:
21 giugno 2012
La rivoluzione della rete
Tag:
Cambiamento,
Informazione,
Internet,
Media,
Media education,
Nativi digitali,
Nuovi media,
Rete,
Social Network,
Tecnologia,
Web

Spesso, quando utilizziamo il termine "rivoluzione" ci riferiamo alle grandi insurrezioni di massa che lottano per cambiare un sistema politico economico
e sociale dannoso e ormai superato. Questa volta a spingerci
verso il cambiamento totale non è più l’uomo ma la sua più grande invenzione: la
rete.
3 giugno 2012
Il silenzio degli indagati
Lo sanno tutti ormai, il sindaco Giorgino (Pdl) e l'assessore all'Ambiente Lotito (Pdl) sono indagati. Presunte irregolarità sul bando del servizio rifiuti. Si parla perfino di concussione. Roba davvero pesante, forse l'ultima brutta notizia per l'attuale amministrazione comunale. Ma, nonostante la risposta (discutibile) di Giorgino alle accuse, nessuna traccia della questione sui canali ufficiali.
2 giugno 2012
Nessun avviso di garanzia al sindaco? «AndriaLive ha davvero rasentato il ridicolo»
Tag:
AndriaLive,
Audio,
Giustizia,
Indagini,
Informazione,
Nicola Giorgino,
Rifiuti,
Telesveva
Secondo TeleSveva, la prima fonte a rendere pubblica la notizia, il sindaco Giorgino (Pdl), l'assessore all'Ambiente Lotito (Pdl) e almeno altre sei persone sono attualmente indagate in un'indagine sull'ultimo milionario bando di gara per il servizio rifiuti andriese.
1 luglio 2010
Il Consiglio d’Europa boccia la legge bavaglio: “Favorisce mafia e corruzione”
Tag:
Bavaglio,
Consiglio d'Europa,
Corruzione,
Decreti,
Europa,
Greco,
Informazione,
Intercettazioni,
Mobilità,
Politica,
Stampa
Terza bocciatura internazionazionale al ddl intercettazioni.Dopo gli Usa e l’Ocse, oggi è il Greco a dire "in Italia i politici, per ragioni personali, approvano leggi che favoriscono corruzione e mafie"
Mentre in Italia, a stretto giro di ruota dalla condanna per fatti di mafia di Marcello Dell’Utri, le polemiche sulla legge bavaglio riprendono furiosamente quota, dall’estero arriva la terza bocciatura al disegno di legge sulle intercettazioni .
Dopo quella del Dipartimento di giustizia americano, e quella dell’Ocse, è il Greco (Gruppo di Stati contro la corruzione) a prendere posizione. “Questa legge potrà creare gravi difficoltà alla lotta alla criminalità organizzata”, dice in un’intervista esclusiva a ilfattoquotidiano.it, Drago Kos, ex dirigente della polizia slovena, detto lo zar della guerra alle tangenti, dal 2002 Presidente di questo importante organo interno al Consiglio d’Europa, che ha il compito di sorvegliare le politiche nella lotta alla corruzione e identificare le lacune nelle norme, indicando i provvedimenti da prendere.
Il Greco comprende 46 paesi membri (45 Stati europei e gli Stati Uniti d’America). L’Italia ha aderito il 30 giugno 2007. E’ la seconda volta che il Greco esprime preoccupazione per una legge approvata in questa legislatura. L’allarme era già scattato per la prima versione del Lodo Alfano. Quella voluta da Silvio Berlusconi e riguardante la sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato. Allora l’organizzazione internazionale aveva espresso il timore che la norma mettesse i bastoni tra le ruote alla lotta alla corruzione e violasse un principio elementare: quello di uguaglianza. Un timore fondato, tanto che il 7 ottobre 2009 la Corte Costituzionale lo ha bocciato.
Signor Kos, qual è la situazione europea della lotta alla corruzione?
La lotta alla corruzione in Europa va a due velocità: da un parte le nuove democrazie che necessitano di norme specifiche e di un controllo sulla realizzazione delle pratiche anti corruzione, dall’altra parte le vecchie democrazie che si trovano a un livello migliore, tranne Spagna, Italia e Grecia. Negli ultimi anni la situazione della corruzione in Europa si è aggravata invece di migliorare. Molti Stati combattevano la corruzione solo per soddisfare le richieste europee e non per produrre un cambiamento interno anche di tipo sociale, inoltre la crisi è un terreno ideale per l’aumento della corruzione perché aumenta il livello di pressione sull’economia
E l’Italia a che punto è nella lotta alla corruzione?
La situazione da voi è molto particolare, primo perché il livello di corruzione e criminalità è molto alto, secondo perché la classe politica non vuole riconoscere la gravità del problema e terzo perché sempre la classe politica invece di incrementare la lotta alla corruzione, per ragioni personali, approva norme che la ostacolano.
Come il Lodo Alfano che voi avevate bocciato nella vostra ultima relazione?
La Corte ha fatto bene a dichiararlo incostituzionale e questa è semplicemente la prova che il tra i poteri dello Stato il ramo giudiziario è sano
E ora a che cosa si riferisce?
L’Italia oggi deve affrontare un’altra minaccia: la legge che ostacola le intercettazioni e le limita a una durata di 75 giorni e punisce i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. Non si può seriamente combattere la corruzione né il crimine organizzato se il provvedimento che autorizza le intercettazioni può durare solo 75 giorni. In secondo luogo, la minaccia ai media di una sanzione in caso di pubblicazione delle intercettazioni non può essere una soluzione. Io non sono d’accordo con la pubblicazione dei verbali. Questa, però, è una responsabilità dei magistrati che devono evitare fughe di notizie. E’ chiaro. Qualsiasi giornalista al mondo, se riuscisse ad averle, scriverebbe le intercettazioni che si pubblicano da voi.
Nel nostro paese corruzione e mafia sono spesso sinonimi…
Proprio per questo la nuova legge potrà creare gravi difficoltà nella lotta alle mafie. Ufficialmente non è applicabile alle indagini sulla criminalità organizzata, ma non si può mai sapere quando si iniziano delle indagini se queste porteranno a casi che riguardano i clan.
Quindi condivide la posizione del Consiglio Superiore della Magistratura e dell’Associazione Nazionale Magistrati?
Questo è quello che ci suggerisce la nostra esperienza: quando iniziano le investigazioni non si sa mai dove porteranno. Con il nuovo ddl si parte, invece, dal presupposto che potrai lavorare solo 75 giorni. E in 75 giorni spesso non è possibile nemmeno formulare una ipotesi d’imputazione. Mi spiace dirlo, ma saranno tempi duri per il sistema giudiziario italiano.
Ritiene che la legge sulle intercettazioni sia in contrasto con i principi del Greco? Ritiene che sia in contrasto con principi costituzionali?
La legge è certamente in contrasto con i principi di Greco. Non posso esprimere giudizi specifici sulla costituzionalità di una legge nel vostro ordinamento, ma si deve tenere conto di questo: ci sono principi fondamentali da bilanciare che sono diritti umani e quindi validi per tutti. Da un lato il diritto alla privacy, dall’altro lato il diritto fondamentale dei cittadini italiani a vivere in una realtà sicura e informati. Questi principi vanno bilanciati. Non si può proteggere un diritto fondamentale in modo tale da violare un altro diritto fondamentale a volte anche più importante, come la libertà di cronaca e di espressione. Sono certo che se la legge dovesse passare qualcuno in Italia solleverà questione di costituzionalità e i vostri giudici costituzionali avranno un compito molto duro da affrontare.
Il Greco comprende 46 paesi membri (45 Stati europei e gli Stati Uniti d’America). L’Italia ha aderito il 30 giugno 2007. E’ la seconda volta che il Greco esprime preoccupazione per una legge approvata in questa legislatura. L’allarme era già scattato per la prima versione del Lodo Alfano. Quella voluta da Silvio Berlusconi e riguardante la sospensione dei processi per le più alte cariche dello Stato. Allora l’organizzazione internazionale aveva espresso il timore che la norma mettesse i bastoni tra le ruote alla lotta alla corruzione e violasse un principio elementare: quello di uguaglianza. Un timore fondato, tanto che il 7 ottobre 2009 la Corte Costituzionale lo ha bocciato.
Signor Kos, qual è la situazione europea della lotta alla corruzione?
La lotta alla corruzione in Europa va a due velocità: da un parte le nuove democrazie che necessitano di norme specifiche e di un controllo sulla realizzazione delle pratiche anti corruzione, dall’altra parte le vecchie democrazie che si trovano a un livello migliore, tranne Spagna, Italia e Grecia. Negli ultimi anni la situazione della corruzione in Europa si è aggravata invece di migliorare. Molti Stati combattevano la corruzione solo per soddisfare le richieste europee e non per produrre un cambiamento interno anche di tipo sociale, inoltre la crisi è un terreno ideale per l’aumento della corruzione perché aumenta il livello di pressione sull’economia
E l’Italia a che punto è nella lotta alla corruzione?
La situazione da voi è molto particolare, primo perché il livello di corruzione e criminalità è molto alto, secondo perché la classe politica non vuole riconoscere la gravità del problema e terzo perché sempre la classe politica invece di incrementare la lotta alla corruzione, per ragioni personali, approva norme che la ostacolano.
Come il Lodo Alfano che voi avevate bocciato nella vostra ultima relazione?
La Corte ha fatto bene a dichiararlo incostituzionale e questa è semplicemente la prova che il tra i poteri dello Stato il ramo giudiziario è sano
E ora a che cosa si riferisce?
L’Italia oggi deve affrontare un’altra minaccia: la legge che ostacola le intercettazioni e le limita a una durata di 75 giorni e punisce i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. Non si può seriamente combattere la corruzione né il crimine organizzato se il provvedimento che autorizza le intercettazioni può durare solo 75 giorni. In secondo luogo, la minaccia ai media di una sanzione in caso di pubblicazione delle intercettazioni non può essere una soluzione. Io non sono d’accordo con la pubblicazione dei verbali. Questa, però, è una responsabilità dei magistrati che devono evitare fughe di notizie. E’ chiaro. Qualsiasi giornalista al mondo, se riuscisse ad averle, scriverebbe le intercettazioni che si pubblicano da voi.
Nel nostro paese corruzione e mafia sono spesso sinonimi…
Proprio per questo la nuova legge potrà creare gravi difficoltà nella lotta alle mafie. Ufficialmente non è applicabile alle indagini sulla criminalità organizzata, ma non si può mai sapere quando si iniziano delle indagini se queste porteranno a casi che riguardano i clan.
Quindi condivide la posizione del Consiglio Superiore della Magistratura e dell’Associazione Nazionale Magistrati?
Questo è quello che ci suggerisce la nostra esperienza: quando iniziano le investigazioni non si sa mai dove porteranno. Con il nuovo ddl si parte, invece, dal presupposto che potrai lavorare solo 75 giorni. E in 75 giorni spesso non è possibile nemmeno formulare una ipotesi d’imputazione. Mi spiace dirlo, ma saranno tempi duri per il sistema giudiziario italiano.
Ritiene che la legge sulle intercettazioni sia in contrasto con i principi del Greco? Ritiene che sia in contrasto con principi costituzionali?
La legge è certamente in contrasto con i principi di Greco. Non posso esprimere giudizi specifici sulla costituzionalità di una legge nel vostro ordinamento, ma si deve tenere conto di questo: ci sono principi fondamentali da bilanciare che sono diritti umani e quindi validi per tutti. Da un lato il diritto alla privacy, dall’altro lato il diritto fondamentale dei cittadini italiani a vivere in una realtà sicura e informati. Questi principi vanno bilanciati. Non si può proteggere un diritto fondamentale in modo tale da violare un altro diritto fondamentale a volte anche più importante, come la libertà di cronaca e di espressione. Sono certo che se la legge dovesse passare qualcuno in Italia solleverà questione di costituzionalità e i vostri giudici costituzionali avranno un compito molto duro da affrontare.
2 ottobre 2009
La cronaca e la lista
Vi informiamo che presso la nostra sede, in via Monte Grappa 36, è possibile consultare gratuitamente il nuovo giornale Il Fatto Quotidiano.
Oltre a Marco Travaglio, uno dei principali promotori dell'iniziativa, le firme più prestigiose che vi collaborano sono: Antonio Padellaro, Furio Colombo, Antonio Tabucchi, Massimo Fini, Luca Telese, Paolo Flores D'Arcais, Oliviero Beha, Peter Gomez ed altri che al momento mi sfuggono (segnalatemeli e provvederò ad aggiornare l'elenco).
Ricordiamo inoltre (onore al merito) che Il Fatto Quotidiano non percepisce contributi pubblici, fatto più unico che raro nel panorama dei quotidiani italiani.
Per maggiori informazioni vi rimando alla dichiarazione d'intenti ed al sito ufficiale, sul quale potete leggere interessanti approfondimenti.
Iscriviti a:
Post (Atom)



