Era il lontano
dicembre 2009 quando un certo candidato sindaco del centro-destra spiegava il perché
della scelta della conferenza stampa di presentazione della sua candidatura
nella zona di Santa Maria Vetere. “Questo quartiere è l’emblema della politica
di Andria delle amministrazioni di centro-sinistra, una politica dell’apparire
e non dell’essere, dove l’ex carcere femminile e la Scuola “Jannuzzi” sono
stati lasciati nel degrado e nell’abbandono nonostante le continue
sollecitazioni dei cittadini. Da qui comincia il nostro viaggio reale nelle
periferie, che ci vedrà al fianco dei cittadini, stufi di una politica che non
riesce a dare risposte”. Avete capito di chi si tratta?
È proprio lui, il
nostro attuale primo cittadino.
Curioso leggere
queste bellissime parole di 5 anni fa come è ancora più curioso notare che
proprio in quel quartiere da cui ha deciso di partire nulla sia stato fatto da
quando è salito al trono. Ma non è una novità, dopotutto non è stato l'unico e
non lo sarà, ad aver fatto bei discorsetti pieni di morale, affetto e promesse,
che sistematicamente scompaiono il giorno dopo le votazioni.
È ormai iniziata
la campagna elettorale per le comunali e regionali del 2015 e siamo alla solita
manfrina. Partono le presentazioni stile X-Factor, tutti pronti a cantare e
mostrarsi come dei grandi artisti della politica locale. Le canzoni hanno tutte
le stesse parole: responsabilità, cambiamento, persone nuove (che in realtà non
lo sono), futuro, e così via. Per non parlare dei soliti discorsi di cortesia
da parte dei colleghi di partito: «Andria è una delle città più importanti
della Puglia, in cui l'identità del lavoro in agricoltura, nell'industria,
nell'artigianato è più forte: purtroppo da un po' di anni, per una serie di
ragioni, questa identità andriese è sfumata, e deve tornare nitida. In politica
c'è bisogno di mantenere l' etica e sono sicuro che il candidato X, nato come
noi da famiglie umili e attive nella società, saprà incarnare questo ideale. È
sceso in campo quando si è reso conto che la comunità ha bisogno di lui, e ha
il giusto "orrore" del potere che lo porterà a gestirlo con distacco
e professionalità. La sua scelta è legata a un'emozione di politica vera, e ha
bisogno del sostegno di tutti: noi, in primis, avevamo bisogno della sua
competenza».
Una routine che
punta a concentrare l'attenzione dei cittadini verso la persona, il leader, la
punta di diamante del partito e non verso le idee, le proposte serie e concrete
che veramente servono a cambiare la città. Conferenze, comunicati, giornalisti
tutto pronto, ciak si gira!
Comincia la
solita recita, la solita falsa partenza.
Mi raccomando
andriesi, fatevi incantare ancora.
#vutatlarreit